Tiësto: compie 50 anni il dj più importante di tutti i tempi

Tijs Michiel Verwest, per tutto il mondo semplicemente DJ Tiësto e poi solo Tiësto, ha compiuto ieri, 17 gennaio 2019, cinquanta anni. Quando ha iniziato la sua carriera, negli anni ’90, era difficile immaginarsi seriamente un dj di cinquant’anni, sembrava il lavoro dei giovani, quello del dj. Degli eterni ragazzini. Il panorama è cambiato, la percezione del dj pure. In buona parte, anche per merito di Tiësto. Perché non ci sono dubbi sul fatto che la parabola del dj e produttore di Breda, nei Paesi Bassi, sia la più importante della storia, se parliamo di dj. Possiamo discutere se Tiësto sia il dj più bravo, il più emozionante, il più talentuoso, il più ricco, il più popolare di tutti i tempi. Ma di sicuro, è il più importante, quello che ha portato quest’arte a livelli inimmaginabili prima che proprio lui facesse certi passi decisivi. Giusto un anno fa celebravamo il suo compleanno con dieci tra le sue produzioni più importanti. Oggi è giusto soffermarci sulla sua incredibile ascesa e approfondire la storia del dj che ha cambiato i dj. 

Da Amsterdam a Londra
Tiësto inizia a suonare come dj in vari club olandesi nella seconda metà degli anni ’80, ma muove i primi passi significativi nel mondo della musica da club verso la metà degli anni ’90: tra il 1995 e il 1997 pubblica le prime tracce, lo stile è hardcore, gabber, il mondo sonoro olandese di quel periodo. Nel giro di pochi anni cambia idea e si converte all’altro grande trend mitteleuropeo del periodo, la trance. Sarà la sua fortuna e la fortuna della trance. Tiësto si dà parecchio da fare sui progetti solisti e sulle collaborazioni: sono gli anni di Gouryella insieme a Ferry Corsten, di Alibi e Major League insieme ad Armin Van Buuren, e della fondazione delle sua prime label: Black Hole e Magik Musik, che fino ai primi anni ’00 del ventunesimo secolo saranno seminali e importantissime per l’evoluzione del genere. Nel 1999 arriva poi la prima vera grande hit di Tiësto – forse a tutt’oggi il suo brano più significativo per peso specifico: il remix di ‘Silence’ dei Delerium. La voce è quella di Sarah McLachlan e il take di Tiësto si intitola “In Search Of Sunrise”, suggestiva definizione che diventerà il marchio delle sue compilation per un decennio buono, prima del nuovo brand Club Life. Lo stile di Tiësto si differenzia dai classici synth triggerati e con la consueta progressione di accordi della trance uplifiting dei suoi colleghi, che pure in quel periodo è in grande crescita e sforna tracce memorabili (i vari System F di Corsten, i primi Van Buuren, i pezzi di Rank1 o lo stesso progetto Gouryella). Tijs predilige costruzioni lunghe, suoni melodici e meno carichi che flirtano con la progressive. A suo modo, è molto più pop. ‘Silence’ gli apre le port dell’airplay in Gran Bretagna: Pete Tong lo spinge su BBC Radio 1, Paul Oakenfold ne fa il suo delfino e club e festival iniziano a proporlo in momenti e su palchi centrali. È il primo olandese a entrare nel “giro che conta” inglese, di solito molto molto chiuso. Le sue produzioni di quel periodo sono delle club hit mondiali: ‘Lethal Industry’, ‘Suburban Train’ e soprattutto la mitica ‘Flight 643’, il cui titolo è un omaggio al volo che portava da Amsterdam a Londra, sul quale Tiësto a quel tempo era un habitué.

La DJ Mag Top 100 Djs, Tiëstosolo e le Olimpiadi
Se nel 2000 i dj trance sono all’apice dello stardom planetario, e per la prima volta si parla di superstar che viaggiano in ogni parte del globo ogni fine settimana, Tiësto è ancora un gradino sotto ai più illustri Paul van Dyk, Paul Oakenfold, Sasha e John Digweed. Ma saprà giocarsi al meglio la partita, diventando nel giro di cinque anni l’indiscusso re dei dj mondiali. Ecco che succede: nel 2002 vince per la prima volta la DJ Mag Top 100 Djs. È il primo non-britannico a salire sul trono della Top 100 e si ripeterà nel 2003 e nel 2004, un record a quel tempo, un fatto straordinario che sottolinea quanto Tiësto e il suo modo di gestire la carriera, così attento alla comunicazione e ai cambiamenti in atto, siano vincenti. Un altro fattore che scompaginerà tutto, e che rappresenta l’inizio di una nuova prospettiva nell’essere dj, è Tiëstosolo e poi Tiësto In Concert. Tiëstosolo è il primo grande evento mondiale che vede un dj protagonista assoluto, per tutta la notte, di un show in un palasport. È il 2 febbraio 2002 e siamo alla Heineken Music Hall di Amsterdam. È l’inizio di una nuova era: i dj diventano protagonisti nelle arene, poi arriveranno gli stadi. Come le grandi rock band, come le grandi popstar. Il primo a crederci è proprio Tiësto. A questo grandissimo successo di pubblico in patria, seguirà il tour che lo vedrà In Concert, prima volta di un dj in giro per il mondo con uno show e una produzione da arena, ideata e realizzata ad hoc, al di fuori delle strutture dei club. Ciliegina sulla torta di questo straordinario periodo, la performance alle Olimpiadi del 2004, ad Atene. Un segnale, un set dal forte valore simbolico che dona ai dj un’immagine pubblica inedita.

‘Elements Of Life’ e i tour mondiali
Se nel 2002 era uscito il primo album firmato DJ Tiësto, ‘In My Memory’, nel 2004 arriva la hit da classifica, il remake del classico di Samuel Barber, ‘Adagio For Strings’, e il secondo album ‘Just Be’. E poi nel 2007 il nuovo album, il significativo ‘Elements Of Life’. Intanto Tiësto pubblica senza sosta una serie di compilation che passeranno alla storia: prima le ‘In Search Of Sunrise’ e poi, dal 2011, la serie ‘Club Life’, brand sotto il cui cappello verranno inclusi molti contenuti nel tempo: un podcast, un videoblog e altro ancora. Sono gli anni in cui Tiësto mette il turbo, lasciando indietro tutti gli altri. Il primo decennio del ventunesimo secolo vede in Tiësto il protagonista assoluto di una rivoluzione strutturale nel modo in cui il dj si propone sul mercato e nell’immaginario collettivo. Prima dell’esplosione dei festival, prima delle folle sterminate, c’è sempre e solo lui. O meglio, c’è lui, che inventa il modo di far accadere queste cose. Pur senza grandi successi discografici, l’artista olandese riesce a diventare il dj più iconico del mondo, la leggenda, quello che si vuole andare a sentire nei quattro angli del globo. Di pari passo a un’impeccabile costruzione del personaggio, crescono le collaborazioni con gli sponsor, altro aspetto mai visto a questi livelli per un disc jockey. Coca-Cola, Guess, di nuovo le Olimpiadi (questa volta a Pechino), enti benefici come Dance4Life e (RED) scelgono Tiësto come interlocutore privilegiato. Nel 2010 il tour di Kaleidoscope viene progettato come quello di un artista pop a tutti gli effetti: più di 170 date in ogni continente, con oltre 1 milioni di spettatori finali. È il periodo in cui Tiësto si sgancia definitivamente dal semplice ruolo di dj e producer per cambiare pelle e giocare il campionato della musica mainstream.

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